Il libro: Storia leggendaria della musica rock

Inizialmente doveva chiamarsi Scarafaggi rotolanti il libro di Bertoncelli che poi è uscito in stampa con il nome Storia leggendaria della musica rock. Il titolo ha mantenuto la carica di antitesi accostando in un ossimoro palese l’idea di storia e l’idea di leggenda. Fatti e racconti si mescolano infatti in un’orgia che genera un’antologia ricca di riferimenti, ipertestuale (ci sono rimandi a libri, cd e dvd), colta ma anche arzigogolata e quasi cantautoriale. Bertoncelli è Tommaso Pincio, Massimo Cotto e Umberto Eco fusi in un’unica persona.
Più di duecento pagine affrontano la storia del rock tra America e Inghilterra: se Elvis Presley creò il rock, fu Chuck Berry a dargli forma; i Who furono il primo gruppo punk tellurico e velenoso e i Grateful Dead i predecessori di tutti i rave party; si deve ai Beach Boys il primo concept album (Pet sounds) della storia; inizialmente Beatles e Rolling Stone condividevano pacificamente l’Eden della musica beat; alla fine degli anni ’60 spunta Frank Zappa, un d’Artagnan freak che sputa in faccia a tutto quel peace and love; se Elton John inventa il glam, i Led Zeppelin fanno esplodere l’hard rock. E poi ancora la storia e la leggenda di David Bowie, Dire Straits e tanti altri.
In questa edizione uscita nel 2010 c’è il contributo di Gianni Sibilla che racconta gli anni zero della musica. Bertoncelli spiega la collaborazione: “Io appartengo ad un’altra idea di rock e anche se mi tengo molto aggiornato e sciupo le orecchie a contatto con tanto catramoso chiasso dei nostri giorni, non avrei l’entusiasmo e il tocco giusto per un’impresa del genere”. Così il testimone passa all’amico e collega Sibilla che ha il compito di tracciare una mappa della musica dei nostri giorni, frammentata, dispersa in mille rivoli, in mille sottogeneri e ibridi. I primi idoli della nuova generazione sono due rockstars senza chitarra: Swhan e Jobs ovvero Napster e Ipod. E poi via, continua senza mai arrestarsi l’autostrada della produzione tra Arctic Monkeys, Coldplay, Radiohead,… 
Qualcuno manca all’appello nel libro, certo sono neanche 300 pagine, ma soprattutto alcuni nomi non citati suscitano perplessità come gli Eagles e i Rage Against the Machine. Ad ogni modo è un’opera ricca che rincorre la Balena Bianca dell’arte musicale e trascina il lettore in fondo agli abissi. 

Comments: 1

  • Blackswan ottobre 21, 2012

    Un libro scritto molto bene, utile soprattutto a chi si approcia da neofita al mondo del rock.

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