I 1st Class Passengers sono Lucian Beierling cantante italo inglese, Federico Fezzo Guarienti chitarrista, Stefano Armati bassista e contrabbassista di formazione jazz e funk e Luca Mazzola alla batteria.
Dopo il primo ep “$oul“, pubblicato nel 2012, e live in tutta Europa, tornano sulle scene con “Weapons of Mass Distraction“. Questo nuovo ep, dal titolo esplicitamente ironico, è uscito
il 7 maggio con etichetta inglese Animal Farm. I testi parlano di attualità e sono cantati in inglese condito da un sound rock pop-funk. Weapons of Mass Distraction” è stato anticipato dal videoclip del singolo The Great Western Railway

Chi è la stylist del video? A cosa dedicate questo singolo?
Il stylist del video è il regista Alessandro Martello che si è divertito moltissimo a vederci soffrire fisicamente e ripetere la scena del ballo per 65 take consecutivi!
Il singolo è ispirato al quadro The Great Western Railway di William Turner, un dipinto in cui compare un treno che attraversa un ponte di Londra nel 1844 e sembra celebrare la potenza dell’ingegno dell’uomo anche se l’interpretazione è aperta a diversi significati. Guardando quel quadro ho pensato a come dall’inizio dell’industrializzazione che ha portato al mondo contemporaneo così come lo conosciamo si sia arrivato ad un punto di non ritorno. Non è più sostenibile la crescita continua e con la crisi che è partita dal 2008 negli Stati Uniti e non ci ha ancora lasciato qui in Europa credo che la corsa di quel treno sia diventata uno schianto. 
  

Avete un sound internazionale che chiaramente si percepisce ad esempio in Groundhog Day, con ritornelli incisivi, assoli di chitarra sempre tenuti alle redini e una ritmica che cattura il piede dell’ascoltatore. Quali sono le vostre influenze?

Ogni componente della band porta il proprio bagaglio personale di ascolti ed influenze nella stesura dei brani, il punto d’incontro tra questi mondi diversi è ciò che definisce il nostro sound che è comunque in continuo sviluppo e crescita. Quello che cerchiamo sempre di fare è partire da un groove coinvolgente e arrichirlo con linee melodiche di voce e chitarra che lascino il segno.  

 
Quanto ha inciso sul vostro sound il lavoro di produzione agli Animal Farm Studios? Con chi avete lavorato?

Abbiamo lavorato con i Jamie Dodd della Animal Farm e con Simone Piccinelli dei Plan de Fuga seguendo due approcci diversi che hanno creato una combinazione interessante per noi. A Londra siamo andati in studio completamente fuori dalla nostra comfort zone e ci siamo messi veramente alla prova, con Simo abbiamo fatto una grande ricerca di suoni e atmosfere che hanno dato all’EP un mood di cui siamo veramente soddisfatti.
 
Not Alone, Not Alone, Not Alone è la traccia più tendente al pop-funk con un testo molto intenso che parla della ricerca di una luce in fondo al tunnel. Come è nato questo brano?

Il contrasto tra la musica e testo è un elemento che amplifichiamo il più possibile quindi solitamente più una canzone è allegra più parla di temi profondi ed intensi. Not Alone, Not Alone, Not Alone ha portato luce in un momento buio e quel frangente di vita è stato cristallizzato nella canzone e ha l’intento di provare a dare spensieratezza nei momenti difficili. Ogni brano nasce da un’emozione forte che si vive e proviamo a trasmettere quella intensità a chi ascolta.
  

Quali differenze tra i locali italiani e i club inglesi? Le differenze direi sono più da città a città che da nazione a nazione, visto che Londra è una scena tutta sua con un infinità di locali. Quello che però è più lampante è l’importanza della musica live nella vita delle persone in Inghilterra. La gente pensa sia normale pagare l’ingresso per entrare a vedere una band emergente, compra ancora i dischi, al bar si sentono amici che discutono di quale brano è primo in classifica e soprattuto c’è una voglia diffusa di scoprire musica nuova. In Italia ci sono ancora persone così ma purtroppo sono la minoranza e la musica dal vivo ne sta risentendo in questo momento. 

Quali sono i vostri prossimi progetti? Un tour?

Iniziamo il 2 maggio con lo showcase dell’EP a Bergamo presso l’Ink Club e poi proseguiamo lungo tutta l’estate con date in festival e locali in Italia e con una tappa in Inghilterra. L’intenzione adesso è di suonare il più possibile e portare in giro questo EP prima di rimetterci al lavoro in studio sul materiale nuovo che stiamo già imbastendo.

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