Intervista a Avincola dopo Sanremo Giovani

Ha un maglione largo di lana, gli occhi che spuntano grandi e scuri sotto la frangia. Quando inizia a cantare dal palco del Casinò nella serata dedicata a Sanremo Giovani su Rai 1 ci emoziona fin dalla prima nota. Lo scontro tra lui e gli Eugenio in via di Gioia è difficile e non la spunta. Abbiamo voluto comunque raggiungere Avincola per parlare della sua musica, che ha colpito noi, la giuria, il popolo di Twitter, così tanto in pochi minuti. Romano, classe ’87. Il suo primo album “Così canterò tra vent’anni” è uscito nel 2013. Nel 2014 “KM28”.

Da quando hai vent’anni ti dedichi alla musica, come sei arrivato a Sanremo Giovani?
Diciamo che mi è capitato di desiderarlo! Negli ultimi anni mi sono lasciato trasportare dalla vita e dalla musica senza pormi dei limiti o dei filtri. Ho scritto in maniera più fluida e ho lasciato che tutto uscisse senza preconcetti. Così è stato anche per Sanremo che ho sempre seguito con passione e curiosità.

Chi ti sei portato a Sanremo in questi giorni?
Ero circondato dalla mia seconda famiglia: la Leave Music e dal mio amico e produttore artistico Emiliano Bonafede. Insieme mi hanno coccolato trasmettendomi la giusta energia di cui avevo bisogno

La chitarra ti ha sempre accompagnato. Anche “Un rider” è nata così?

Nell’ultimo periodo della mia vita, ho scritto quasi tutto con le tastiere. E’ andata così anche per “Un Rider”. Addirittura inizialmente la chitarra acustica non era prevista ma poi ci siamo accorti registrandola che dava al pezzo un colore di romanticismo perfetto per il contesto della storia.

Abbiamo ascoltato i tuoi brani, precedenti a “Un rider”, metti molto della tua esperienza diretta nella musica e sei un grande osservatore. Penso a brani come “Plastica” e “Roma Far West”. Raccontaci i brani a cui sei più legato anche se sono passati un po’ di anni. 

Ti ringrazio! Penso che per fare questo lavoro sia indispensabili essere degli osservatori. Nel mio caso, cerco sempre di immaginarmi piccolo, in un angolo lontano a girare un film all’insaputa dei protagonisti. Sono legato a tutte le mie canzoni, non potrei mai fare una classifica. Ognuna di loro rappresenta una parte della mia vita. Sicuramente le ultime che ho scritto sono quelle che ovviamente rappresentano a pieno quello che sono oggi 

Quali brani avevi fatto sentire a Fiorello quando ti sei presentato davanti a lui con la tua chitarra?
I più ironici ma col passare del tempo Fiore si è dimostrato molto interessato anche alle canzoni più “profonde” e così ha cominciato lui a chiedermi di andarlo a trovare. Il ricordo di quelle mattine, il profumo dei caffè e il cielo buio che anticipa l’alba, sono tutte cose che mi porto dentro il cuore e che, insieme all’affetto e alle belle parole che mi regala tutt’oggi Fiore, formano quello che sono oggi.

Quali sono i cantautori che più ascolti?
Io ascolto davvero di tutto perché credo che in tutto ci sia sempre una profondità. Passo dagli storici De Gregori, Guccini a Carboni, il mitico Vasco e anche molto dei colleghi contemporanei della nuova scena

Hai un duetto in mente che ti piacerebbe realizzare?
Ecco, il primo che mi viene in mente è proprio Carboni. Ma mi piacerebbe anche sperimentare un duetto con una voce femminile: Elisa per esempio o Francesca Michielin. Credo che molte delle mie nuove canzoni, che devono ancora uscire, si prestino a uno scambio di questo tipo

Ora che Sanremo è finito speriamo di vederti presto in tour, che rapporto hai con il palco?
Tutto quello che faccio è indirizzato ai live. Per me suonare dal vivo è il centro di ogni cosa. Guardare in faccia le persone, scambiarci i sorrisi e muoverci insieme è tutto quello che mi ripaga dell’impegno che metto tutti i giorni insieme alla mia band

Che sensazione ti ha lasciato il percorso di Sanremo Giovani? Noi abbiamo avuto la sensazione che la tua canzone live in tv abbia reso molto di più del video sul sito della Rai. 
Mi hanno sempre detto: “bello questo testo.. bella questa canzone.. Certo che dal vivo però è tutto ancora più bello!”Beh, questa è la soddisfazione di cui ti parlavo prima. Credo che quando si crede davvero in quello che si canta, l’emozione pura arrivi al pubblico. E chiaramente questa cosa si manifesta quando il pubblico ti guarda. Di Sanremo Giovani mi resta un ricordo forte, intenso e una felicità assoluta nell’aver appurato che la mia canzone abbia centrato i cuori di tantissima gente che ancora oggi mi scrive e mi inonda di parole, affetto e energia!

Natale, tempo di regali. Consigliaci:

Un libro “Due di Due” di Andrea De Carlo

Un film Paz!” di De Maria

Hai un disco pronto?

Assolutamente si! Quasi pronto! Non voglio anticipare niente, posso solo dire che si parlerà sopratutto di come alcune cose che diamo costantemente per scontate e che ci sembrano apparentemente insignificanti, possano trasformare, distruggere o far rinascere un amore


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