Intervista a KETAMA126

SE LO FACCIAMO NON E’ NE PEI SOLDI NE PER LA FAMA, MA SOLO PER DIMOSTRARVI CHE SIAMO I MIGLIORI
STA SCENA DI BUFFONI HA BISOGNO DI VERITA’, NOI SIAMO QUI PER QUESTO, PER METTERVI IN IMBARAZZO

Questo è uno degli ultimi post firmato da Ketama126 e dalla Lovegang, che ha annunciato un grande party ad Ostia il 7 settembre a quanto pare per fargliela vedere a quei buffoni che invadono, non so, le radio. E poi c’è la crew 126, che ormai ben conosciamo (ieri sera delirio per Carlo e Franco al Magnolia di Milano!): partita da Roma, si sta prendendo l’Italia. Intanto è uscito “Oh Madonna”, una raccolta delle tracce di Ketama126 a partire più o meno da quelle uscite due anni fa e noi lo abbiamo intervistato.

“Piccolo Kety” era bastato a darti tutta la nostra attenzione e così quando è arrivato l’album ce lo siamo divorato. E’ stata una scelta ponderata quella di inserirti nel genere trap proprio in un momento in cui una certa scena italiana ha le orecchie attente? Non è stato ponderato è da un po’ che faccio questo genere già nel mio primo mixtape “Ketam City” uscito nel 2015 la maggior parte dei pezzi erano “trap”.

Anche se vorremo evitare di chiuderti in un giro prettamente hip hop per la varietà del tuo disco. Forse l’unica cosa da cui non si sfugge è che hai una crew: presentaci la LoveGang e CXXVI. 126 nasce nel 2007 come una  comitiva di 5 amici io, Asp, Franco Sean e Gordo ed il nome deriva dal numero di gradini che compongono le scale dove ci incontravano. La decisione di fare musica è venuta dopo. La differenza tra lovegang e CXXVI è che CXXVI è un gruppo chiuso fondato e formato dai 5 padri fondatori e al massimo da qualche affiliato, mentre lovegang è un movimento inclusivo unito da un sentimento comune di cui tutti se vogliono possono far parte.

In realtà il pubblico romano ti apprezza già da qualche anno con brani come “Pezzi” e “4:20”. Oltre ai capelli, quanto sei cambiato in questi anni? Oltre i capelli non sono cambiato in nulla, sono solo cresciuto, sia umanamente che musicalmente.

Con che ascolti sei cresciuto? Da piccolo e tuttora in casa mio padre fa girare vinili Jazz in continuazione, da ragazzo verso 12 anni mi sono appassionato al Rock ed al Metal ed ho iniziato a suonare il basso. I miei gruppi preferiti sono i Led Zeppelin, i Red Hot, i Black Sabbath e altri ma loro soprattutto. Poi, nel periodo in cui ho conosciuto il resto dei 126 ho iniziato ad ascoltare rap con il Truceklan che è stato il primo gruppo a fare rap in italiano ad appassionarmi e che ci ha accompagnato come colonna sonora per tutto il resto liceo e non solo. La trap l’abbiamo scoperta parecchio presto con Gucci Mane verso il 2009 nel periodo della hit “Lemonade”.

Ultimo disco rap comprato? …compri i dischi? In verità non ne compro molti…l’ultimo che ho comprato mi sembra che fosse “Ecstatic” di Mos Def nel 2010.

Sembra sia stata Roma a influenzarti più di tutto, sia musicalmente che come esperienze vissute e tempo fa Noyz Narcos ha proprio detto che la cosa più bella delle ultime generazioni di rapper è che sono tornati a raccontare le cose che gli stanno attorno. Noi ci veniamo spesso, ma sempre per lavoro, quindi facciamo fatica a girarla. Ci consigli dove andare la prossima volta di sera? Magari in zona Trastevere, a cui è dedicato il tuo disco. Se vuoi andare a Trastevere in un bel posto devi andare al bar San Callisto che è un luogo dove siamo cresciuti.

Dolcevita invece è stato girato vicino alla Fontana di Trevi, ma in generale se non sbaglio tutti i tuoi video sono home made e girati a Roma. C’è un brano a cui sei più legato del tuo nuovo disco “Oh madonna”? La scena di cui parli di Dolcevita non è girato a Fontana di Trevi ma al “fontanone” che è al Gianicolo ed in generale tutto il video è girato in zona a Trastevere. I miei ultimi video sono girati da Teodor Guelat che invece è svizzero ed è il mio video Maker preferito. Un bacione Teo!

Con Carlo in “Canadair” dove siete andati invece? Lì siamo in svizzera, vicino casa di Teo appunto.

Il tema ricorrente è la droga, nel senso fumare cavolfiori, bandiere canadesi,…si arriverà mai in Italia alla legalizzazione della cannabis secondo te? In realtà ne parlo anche in molti altri sensi…In ogni caso sono abbastanza pessimista e non credo che vedremo presto l’erba legalizzata in Italia, ci sono troppi interessi criminali e politici dietro.

In “Lacoste” vesti Nike e…forse provochi la Dark Polo Gang? Vesto anche Lacoste, ho una tuta. Comunque non provoco nessuno, Lacoste è una delle marche che preferisco e che reputo superiore ad altre marche e mi sembrava giusto farci una canzone. Sono stufo che mi si chieda di loro nelle interviste, ci conosciamo da anni, siamo cresciuti insieme e prima di tutto c’è il rispetto.

Vedremo sullo stesso palco tu, Carlo e Franco? Sì, ci siamo già stati sia alla presentazione del mio disco che a al Festival Roma Brucia, è stato pazzesco c’erano 6000 persone, ma erano comunque due show separati, però spero che presto riusciremo a combinare i nostri diversi stili musicali in unico show.

Ora è tempo di tour. Ma c’è un festival in cui ti piacerebbe esibirti? Il Woodstock, il Festival gigante di cui non mi ricordo l’anno oppure oggi il Coachella.

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