Intervista END, Milano

 

Alessandro ci raggiunge in Porta Genova in un giorno di pioggia, ombrello alla mano e baffo alla bocca. E’ accompagnato da Francesca, studentessa di interior design capitata per caso o per amore nel mondo della video artist. Questi sono gli End, ma non sono finiti.
Ci incontriamo in un bar ma manca all’appello Luca e mancano anche tutti i sostenitori e i collaboratori che non si vedono sul palco: “Gli End sono pochi ma gli End sono tanti” dice Alessandro.
Come quella volta in cui, per caso, un’amica regalò un baffo da collo a Luca e Alessandro, e loro rapirono quel simbolo per farne il distintivo del gruppo. Come Lucio Laugelli, direttore esecutivo di Paper Street, che ha voluto Luca nel suo mediometraggio (La conseguenza di te, verrà presentato ad Alessandria il 19 maggio) ed ora, si spera, porterà la band a braccetto in tour.
Il gruppo End, composto da Alessandro (basso e testi) e Luca (voce, chitarra e synth) nasce in Italia nel 2004 tra Genova e Alessandria ma nel 2008 si sposta a Londra dove “Vivevo con luca, in uno scantinato nel quartiere turco al confine con la zona uno, dove gli affitti erano più bassi” afferma Alessandro ridendo.
Inizialmente prende forma una indie band formata classicamente da due chitarre, una batteria e una voce che ha il suo apice di fama nella capitale del Regno Unito tra il 2008 e il 2009. A Londra, infatti, suonano in una quindicina di locali anche nella zona di Candem Town; al Bedroom Bar arrivano ad avvicinare il bassista dei Libertines. Ma l’emozione più grande secondo Alessandro, è studiare al Goldsmiths College che è stato frequentato anche da Malcom McLaren (manager dei Sex Pistols) e dai Blur: “Lì il mondo accademico non è ingessato e formale, sei libero di andare a prendere una birra con i tuoi professori”.
Dei quattro componenti della band, solo Alessandro e Luca tornano in Italia ma con le idee chiare e decisi a non fermarsi. Così gli End mutano: cambiano vision, cambiano forme, cambiano stile, cambiano mission. Alessandro e Luca decidono di formare un duo “Nessun altro ora potrebbe entrare nel nostro gruppo; Luca si occupa squisitamente delle musiche con lo strumento elettronico e quello che viene da li è il 100% di quello che noi vogliamo esca dagli speaker” e di unire l’indie all’elettronica “Il concetto di indie va ormai esaurendosi, chissà, forse per rievolversi in qualcos’altro“.
I nuovi End sono quindi un duo molto affiatato, affine per idee “Mentre gli anni novanta sono stati, ancora, il decennio delle chitarre, figli del post rock, il futuro della musica sarà improntato sul basso. Quindi abbiamo costruito tutte le nostre nuove canzoni sul basso e l’elettronica, scalzando la chitarra dal suo classico ruolo.”
Questo gruppo propone ai suoi fan un’esperienza live focal polisensoriale: ogni aspetto della performance vuole essere curato nei dettagli dall’abbigliamento ai video correlati alla musica.
“Il mio intento è quello di coinvolgere lo spettatore sul piano visivo, mostrandogli non il video musicale della canzone che già conosce, ma un riassemblamento di frame. Ad esempio per il video del live di Warhol abbiamo scelto di montare a gran velocità i volti degli attori che si vedono nel video ufficiale della canzone, con colori virati e particolari specchi. Invece per Erotic è stata scelta una ballerina ex novo che va a delineare una sagoma nera su sfondo rosso” spiega Francesca.
Le canzoni degli End ironizzano sulla scena modaiola della realtà italiana “Tutto sembra stiloso, anche l’indie è ormai solo una mera moda, che spero prima o poi si rievolverà in qualcosa di nuovo. Sei più conformista dei conformisti se fai l’alternativo. Ecco perchè io e Luca abbiamo deciso di essere noi stessi, con tutte le nostra contraddizioni”.
Queste scelte stilistiche si trovano sicuramente nel nuovo ep The VAP Manifesto, in uscita a fine giugno.
“Infatti la sigla VAP -vagabond/ chic, alternative, punk eletronic- è contraddittoria perchè comprende elementi antitetici. Vagabon e chic sono due aggettivi opposti che si riferiscono al nostro modo di vestire e di porci; alternativi perchè siamo autoprodotti; punk eletronic perchè portiamo nella musica elettronica tutta quella carica primordiale che aveva il movimento punk agli inizi con tanta voglia di esprimersi e una competenza strumentale che va formandosi con l’esperienza”.
Prima di salutarci chiediamo ad Alessandro quali sono le influenze musicali degli End e quali i musicisti che oggi ammirano.
“Veniamo da un passato piuttosto intensivo di brit pop tra Oasis, Arcade Fire, Clash, Joy Division, Las Vegas. Gli Arctic Monkeys e gli Strokes hanno fatto grandi canzoni ma sono finiti ormai. Nella scena italiana di oggi ci piacciono I Serpenti che abbiamo visto al Rocket, i Femme Fatale, nostri amici, i Carpacio e sicuramente i Verdena” il bassista guarda poi Francesca e in un lampo di genio aggiunge “Battiato! Quello che Battiato faceva negli anni ’70 è quello che tutti cercano di fare adesso!”.
Gli End hanno suonato a marzo alla Sacrestia di Milano. A breve uscirà il nuovo ep The VAP Manifesto, presto in anteprima per voi sul nostro blog.
In a sunday afternoon we meet the End, an italian electronic-indie band that would like to tell us about its work. We sit down in a bar in Porta Genova, Milan, with Alessandro (texts and bass) e Francesca (video artist). There isn’t Luca (guitar, voice and synth) and there isn’t all the people that help and support the End in his music: “The End are two, but the End are a lot” says Alessandro.
Luca and Alessandro were born in Italy -they are about 25- but in 2008 they went to London. They lived in a small ugly flat in turkey zone and Alessandro studied at Goldsmiths College, were Malcom McLaren and Blur attended school. In London they played his indie music with other two guys in a lot of pubs, also in the famous Bedroom Bar. 
When Luca and Alessandro returned in Italy, they decided to create an electro indie band for two reason: “Indie is falling down and is time that indie revolutions himself” “Luca and me have a special nearness: the sound that Luca can create with synth is exactly the sound we want”.

The live experience is very important for the End. Infact the band take care of its vagabon-chic look with a bit of irony and it would like to cut all the fan in a plurisensorial experience with music but also creative video. Francesca, the official video artist, tell us about her work: “I can take some frames from the official video and reassemble them for the performance or I can create a completly new video with colors and shape that the songs ispirate to me”.
The End played in Milan at Sacrestia in march.
Before long it new EP will come out. “It is calling The VAP Manifesto. VAP is a contradictoraly acronym that contains the words vagabond chic, alternative and punk electronic”.You could listen this EP on preview in our blog.

 
 

 

 

Comments: 3

  • Anonimo aprile 21, 2012

    Bravi End

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  • Anonimo aprile 23, 2012

    Ottimo articolo, vivace e ben strutturato, complimenti!
    Vale

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  • Alessandro Blangetti aprile 23, 2012

    che manzi anche i femme fatale

    Reply

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